L’isola di Penang è collegata alla penisola dal Penang Bridge, che, con i suoi 13,5 km, è uno dei più lunghi dell’Asia. Affettuosamente chiamata la Perla dell’Oriente, Penang vanta gli angoli più pittoreschi e romantici della Malesia. La capitale Georgetown sembra una vera e propria Chinatown; anzi alcuni aspetti tradizionali cinesi sono molto più marcati qui che a Singapore o Hong Kong! Tra le colorate e tortuose stradine del centro, puoi scoprire bancarelle ed esotici botteghini, vecchie shophouse e antichi mestieri come la fabbricazione di timbri e la lavorazione del legno. I trishaw sono un mezzo ideale per spostarsi a Georgetown soprattutto di sera, quando un viaggio a bordo di questo caratteristico risciò crea un’atmosfera quasi magica. Il compatto centro storico offre numerosi spunti per approfondire la storia, i culti, l’architettura e anche la cucina, che qui può vantare alcune delle specialità più famose di tutta la Malesia.
Breve guida ai luoghi da non perdere.
Fort Cornwallis: è qui che nel 1786 il capitano Francis Light mise piede per la prima volta sull’isola. Oggi del forte rimangono solo le mura esterne, mentre l’interno è stato adibito a parco.
Penang Museum: ricco di fotografie, documenti, costumi e mobili, il museo illustra le tradizioni dei vari gruppi etnici della Malesia. Da vedere i letti in cui un tempo si fumava l’oppio, splendidamente intagliati e intarsiati di madreperla.
Cheong Fatt Tze Mansion: si tratta di uno dei rari esempi esistenti del grandioso stile architettonico amato dai ricchi cinesi d’oltremare che cercavano di imitare l’opulenza della dinastia Ching. Il restauro a cui è stata sottoposta la casa ha vinto nel 2000 il premio Heritage Conservation dell’UNESCO. Alla dimora è stato restituito il suo originale colore indaco, da cui deriva il soprannome “la casa blu”. Attualmente è sede di un esclusivo albergo, ma gli interni possono essere ugualmente ammirati due volte al giorno con visite guidate.
Sri Mariamman Temple: è il più antico tempio indù di Georgetown. Custodisce al suo interno una preziosissima statua, decorata con oro, argento e diamanti.
Little India: piccolo pezzo di India tra profumi di spezie, musica hindi e botteghe di sari. Qui puoi trovare i ristoranti migliori per assaggiare le cucine di tutte le regioni e i baretti aperti fino a tardi per un delizioso roti (una specie di crepe).
Komtar: per ammirare uno stupendo panorama sull’intera città, si consiglia di salire alla galleria panoramica del 58° piano del Komtar, grande centro commerciale con centinaia di negozi che vendono davvero di tutto.
Jl Penang: è la via migliore di Gorgetown per fare acquisti e ottimi affari, soprattutto se si è interessati all’acquisto di macchine fotografiche, apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Khoo Kongsi: il kongsi indica in lingua cinese la sede di un clan, a metà tra il tempio e la sala di ritrovo. Ci sono diversi kongsi a Penang ma questo è in assoluto il più bello per l’insieme colorato di draghi, statue, dipinti, lampade, piastrelle multicolori e intarsi.
Wat Chaya Mangkalarm: più famoso come il tempio del Buddha sdraiato, richiama migliaia di pellegrini e visitatori, attratti dalla statua lunga 33 m e avvolta in una tunica interamente rivestita in foglia d’oro. Si dice che sia la terza statua di Buddha più lunga del mondo.
Collina di Penang: si sale lentamente con le cabine rosse della funicolare fino al punto più alto dell’isola (850 m), da cui si gode una vista spettacolare di tutta Penang, ancora più scenografica al tramonto, quando la città comincia ad accendersi di luci.
La migliore cucina della Malesia: nello spazio ristretto di Georgetown si concentrano ristoranti indiani, cinesi, malesi, e thailandesi. Dopo Malacca, Penang è uno dei posti migliori per gustare la cucina nonya (tipica degli insediamenti cinesi dello stretto), che qui è un po’ più piccante a causa della vicinanza con la Thailandia. Il posto migliore per assaggiare le specialità di strada è il mercato Chowrasta: da provare i keropok (cracker malesi) fatti con pesce o gamberi fritti e le noci moscate dolci vendute nei sacchetti.